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Il Tubo Laringeo

un nuovo strumento per la gestione delle vie aeree nell'emergenza preospedaliera

 

di Guglielmo Imbrìaco

 

 

Il controllo della pervietà delle vie aeree e l’adeguata ossigenazione sono, insieme al mantenimento di una buona perfusione, i principali obiettivi assistenziali per la gestione del paziente critico.
Fino a pochi anni fa, gli strumenti a disposizione degli operatori del soccorso erano pochissimi: mentre tutti erano addestrati all’utilizzo delle cannule orofaringee (di Guedel o di Mayo), praticamente nessuno aveva a disposizione le cannule rinofaringee, più semplici da inserire, utilizzabili anche in caso di trisma serrato, meglio tollerate dai pazienti (minore stimolazione del vomito), con controindicazioni assolute molto limitate (gravi traumi facciali o sospetto di frattura della base cranica).
L’intubazione tracheale rimane il golden standard per la gestione delle vie aeree in quanto consente di proteggere la trachea dall’inalazione di vomito, di ventilare il paziente a pressione positiva, di somministrare farmaci e di aspirare liquidi o secrezioni.
Sono stati proposti vari presidi “intermedi” per la gestione delle vie aeree, definiti “sovraglottici”, in quanto non si posizionano direttamente in trachea attraverso laringoscopia diretta.
L’obiettivo è di fornire strumenti per il controllo delle vie aeree anche al personale non medico, in attesa di intervento ALS, o di offrire un presidio di “seconda scelta” al personale medico, in caso di intubazioni difficili.
I più diffusi sono il Combitube, la maschera laringea e il tubo laringeo.
Quest’ultimo, in particolare, sembra possedere caratteristiche tali da renderlo uno strumento valido ed efficace per l’utilizzo da parte del personale sanitario dei servizi di soccorso preospedaliero, sia dal punto di vista dell’efficienza ( semplice e rapido apprendimento sulla tecnica di utilizzo, mantenimento degli skills appresi nel tempo), dell’efficacia (buona ventilazione e protezione delle vie aeree, possibilità di aspirazione, di somministrazione farmaci e di posizionamento di un sondino gastrico), e dell’economicità (costo contenuto, dimensioni ridotte).

 

 

 

Il Tubo Laringeo è formato da un tubo a doppio lume e da due cuffie, una prossimale che si gonfia in faringe e una distale che si posiziona sotto la laringe. Le cuffie sono ad alto volume, ma a bassa pressione, per meglio adattarsi alla conformazione anatomica.
Le aperture dei due lumi sono una in corrispondenza dell’adito laringeo, di fronte alle corde vocali, e serve per ventilare e l’altra è oltre la cuffia distale, direttamente in esofago, e serve per posizionare un sondino gastrico.
Esistono in commercio Tubi Laringei monolume, che non consentono lo svuotamento del contenuto gastrico.
I tubi laringei esistono di varie misure, a seconda delle dimensioni del paziente.

 

 

 

 

 

 

Tecnica di inserzione:
Impugnare il tubo laringeo, con le cuffie sgonfie.
Con l’altra mano aprire la bocca.
Inserire il tubo laringeo spingendolo all’interno della bocca, lungo il palato.
Spingere il tubo verso il basso, fino alla linea di marcatura.
Gonfiare le cuffie con la siringa in dotazione (la siringa va gonfiata fino alla tacca del colore corrispondente al colore del tubo).
Durante il gonfiaggio delle cuffie, il tubo risalirà di pochi centimetri verso l’alto.
Fissare il tubo, con cerotto, garza o con fermatubi appositi.
Collegare il tubo a raccordo corrugato, filtro e pallone autoespandibile con ossigeno e reservoire.
Ventilare con il pallone e verificare l’espansione bilaterale del torace.
Inserire un sondino gastrico CH 14 o 16 e collegarlo a un sacchetto di raccolta.